Articolo
27 mag 2015

VIDEO | Guilherme, il giro del mondo in bici per proteggere i mari: lo abbiamo incontrato a Catania

di Amedeo Paladino

Guilherme è un ragazzo brasiliano di 28 anni, nato nello Stato di Santa Catarina nel sud del Paese. Il suo amore per il mare, la natura e la bici lo ha portato a intraprendere un viaggio attraverso tutte le coste del Mondo; un viaggio cominciato in Italia a marzo e che oggi lo ha portato fino a Catania dopo 4600 chilometri in bici. Il suo progetto si chiama World Coast Journey for the preservation of the seas, un lungo viaggio per la salvaguardia dei mari; il Mediterraneo sarà solo la prima parte del suo percorso, infatti Guilherme attraverserà gli oceani e i mari di tutti i continenti. Noi lo abbiamo incontrato al suo arrivo a Catania, accompagnandolo attraverso le strade e i luoghi storici della nostra città, ovviamente gli abbiamo fatto assaggiare un'ottima granita. Guilherme ci ha raccontato dei chilometri percorsi, dei luoghi visti e delle prossime tappe: dopo aver scalato l'Etna, con il suo pesante carico nel portapacchi della bici, risalirà la nostra Penisola dalla costa adriatica, poi riscenderà dai Balcani verso la Grecia e la Turchia. In programma c'è il ritorno sulle coste francesi, spagnole e portoghesi del Mediterraneo, da dove spera di trovare una barca a vela che gli permetta di salire a bordo e attraversare l'Oceano Atlantico. Di Guillherme ricorderemo la gioia con il quale ci ha raccontato del suo viaggio e la curiosità dimostrata durante il nostro giro insieme a lui  in bicicletta tra le strade di Catania. https://www.youtube.com/watch?v=BnUpenTAqKs&feature=youtu.be Girare il mondo in bici è qualcosa che molti sognano, ma solo in pochi riescono a fare, per sentirci insieme a lui nel suo viaggio vi invitiamo a seguire i suoi aggiornamenti e aiutarlo con delle donazioni.  

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Segnalazione
26 mag 2015

Parcheggio selvaggio in viale Mario Rapisardi

di Mobilita Catania

Una nostra lettrice ci invia questa foto scattata ieri mattina riguardante un parcheggio che merita l'Oscar per l'inciviltà! La Smart bianca in sosta al Viale Mario Rapisardi, oltre ad essere in doppia fila, in prossimità di un incrocio e di un semaforo, era posizionata anche nel verso opposto al senso di marcia. Le auto che dovevano incolonnarsi per svoltare a destra erano impossibilitate a farlo, creando pericoli e serio intralcio alla circolazione. Il Viale Mario Rapisardi continua a essere una giungla, ci auguriamo interventi da parte dell'Amministrazione e della Polizia Municipale; proprio il Comando della Polizia Municipale ha annunciato la messa in opera entro quest'anno dello Street Control, un sistema che permetterà di multare le infrazioni tramite una telecamera e un software in grado di controllare in tempo reale anche assicurazione e bollo di tutti veicoli. Il sistema è stato testato nei mesi scorsi al Viale Mario Rapisardi, durante il test il 60 % dei veicoli, se il sistema fosse stato attivo, sarebbe stato multato. In questa importante arteria d'ingresso in città si prevede la realizzazione, di una corsia autobus-BRT; purtroppo finora il progetto non è mai diventato esecutivo e il viale Mario Rapisardi rimane in balìa del traffico anarchico, dell'abusivismo di molti ambulanti posizionati sulla carreggiata stradale e senza alcuna pista ciclabile. Ricordiamo che potete fare direttamente voi le vostre segnalazioni cliccando nel menù in alto su "partecipa" e poi su "segnala un problema" o cliccando direttamente qui.  

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Articolo
26 mag 2015

Inquinamento a Catania, risponde il professore Giuseppe Inturri: “meno auto e un piano per la mobilità sostenibile”

di Viola Sorbello

Già un anno fa il movimento Salvaiciclisti di Catania aveva lanciato il grido d’allarme: “il traffico urbano è insostenibile e l’inquinamento atmosferico è preoccupante, l’Amministrazione Comunale deve intervenire immediatamente e mettere la “mobilità sostenibile”  in agenda fra le priorità”. Oggi i cicloattivisti possono dire “avevamo ragione”. Perché se è accaduto che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno rilevato che il biossido di azoto si è attestato oltre la soglia limite (stabilito dal decreto legislativo 155/2010 e dalla direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) significa che poco o nulla si è fatto se si considera che la causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto. Oggi, pur di non incorrere nelle sanzioni di legge, il Comune di Catania si trova costretto ad emettere un provvedimento di restrizione della circolazione nel centro urbano per alcune tipologie di veicoli (auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1) che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  Dunque il problema c’è ed è grave. E, come avviene in casi del genere, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista. Nella speranza che prima o poi accada, intanto, qualche domanda l’abbiamo posta noi a chi di mobilità sostenibilità se ne intende visto che la insegna all’Università di Catania.   Professore Inturri (*) come giudica il provvedimento che dispone il divieto assoluto di circolazione per le auto diesel Euro 0 ed Euro 1? Lo ritiene sufficiente a scongiurare i pericoli di inquinamento atmosferico? I rischi per i cittadini derivanti dall’inquinamento atmosferico sono un fatto concreto e di rilevante gravità. Si tratta di un prezzo altissimo, ma non facilmente misurabile, che paghiamo in termini di malattie respiratorie ed oncologiche, spese sanitarie e riduzione della speranza di vita. Non mi sorprende dunque che il Comune abbia deciso di prendere dei provvedimenti. Se i dati indicano il superamento della concentrazione degli inquinanti al di sopra dei limiti prescritti dalla legge, il ricorso a misure di tutela della salute dei cittadini è obbligatorio. Il divieto di circolazione per alcune categorie di auto è certo una misura forte, ma sicuramente motivata. Tuttavia il mio suggerimento è che essa diventi una delle azioni di un piano di emergenza traffico più ampio nel breve periodo e di un piano di mobilità sostenibile nel medio termine. A cosa pensa, ad esempio? Penso, ad esempio, all’istituzione di un perimetro urbano gradualmente crescente con limite di velocità di 30 km/h, ad una adeguata tariffazione della sosta, alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, al potenziamento del trasporto pubblico, al miglioramento della mobilità pedonale, per esempio con tolleranza zero per le auto in sosta sui marciapiedi. È importante che i provvedimenti comprendano sempre un mix di misure di limitazione dell’uso dell’auto e nelle stesso tempo di misure che favoriscono una mobilità alternativa. Come dovrebbero conciliarsi queste misure con il provvedimento del Comune anche per scongiurare il rischio che nei fatti potrebbe rimanere inapplicato? Tali misure potrebbero essere introdotte anche con una certa gradualità, per esempio limitando all’inizio la circolazione alle auto Euro zero ed 1 solo nelle ore di punta. Nel contempo sarebbe utile dotarsi di un sistema di monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti più diffuso e capillare nella città, in grado di fornire in tempo reale una misura dell’effettiva efficacia delle azioni adottate, per correggerne eventualmente la natura o l’estensione.  A questo proposito siamo a conoscenza di uno studio che il suo dipartimento sta conducendo per il monitoraggio del flusso di mezzi che entrano ogni giorno in città? Ci può fornire qualche anticipazione? L’Università di Catania sta eseguendo un monitoraggio dei flussi di traffico in ingresso e in uscita nell’area urbana di Catania. Si tratta complessivamente di circa 400.000 veicoli al giorno. Un dato che ovviamente riflette l’elevato tasso di motorizzazione della nostra città e la sua dipendenza dall’uso dell’auto.  (*) Prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania nonché delegato dal Rettore dell’Università di Catania per la mobilità sostenibile.       .

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Segnalazione
20 mag 2015

Parcheggiatori abusivi e segnaletica stradale a Catania

di Valerio D'Urso

Esiste un controllo quotidiano illecito del territorio da parte di "soggetti non autorizzati " sia nelle ore diurne che notturne in tutta l'area di Piazza Turi Ferro (ex Spirito Santo) e vie limitrofe. Mi riferisco ai parcheggiatori abusivi. Nella zona di via Paternò, da Piazza Manganelli (compreso l'angolo con via Di Sangiuliano) a Corso Sicilia, perfino per i motorini è sempre in agguato il parcheggiatore abusivo di zona. Segnalo, inoltre, la completa mancanza di segnaletica orizzontale (strisce pedonali, delimitazioni di corsie, stalli di sosta per residenti) da questa zona fino alla stazione centrale, spesso anche in contrasto l'abbondate ed inutile  segnaletica verticale, nonché la totale assenza di rastrelliere per i ciclisti.

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20 mag 2015

Inquinamento dell’aria, i bambini i più colpiti. Ma il progetto Pedibus non funziona

di Annamaria Pace

Chi vive in città è regolarmente esposto ad alti livelli di inquinamento dannosi per la salute e i soggetti più esposti sono soprattutto i bambini; la nostra città, come rilevano le centraline per il monitoraggio dell'aria, supera i limiti consentiti dalla legge e dalle direttive europee, sottoponendo la salute dei cittadini a gravi rischi. Le polveri sottili sospese nell’aria, nello specifico il particolato PM10 (insieme di particelle di diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) sono composte da metalli, silice, inquinati solidi e fibre, e possono depositarsi nelle vie aeree superiori (naso e gola), lungo la trachea ed i bronchi o arrivare fino agli alveoli, le piccole sacche dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. I bambini sono i più esposti perché i loro polmoni, il loro sistema cardiovascolare e tutto il sistema immunitario sono in crescita: i più giovani respirano più aria degli adulti perché in proporzione hanno superfici polmonari più estese in rapporto al loro peso. Inoltre i bambini respirano più spesso dalla bocca ed essendo piccoli di altezza sono più vicini alla fascia di emissioni degli scarichi dei veicoli e alle particelle emesse dall’usura di freni e pneumatici. Questa giornaliera esposizione all’aria inquinata può causare irritazione al naso, gola e occhi causando, secondo alcuni recenti studi, frequenti attacchi d’asma e secondo i ricercatori del progetto Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), in particolare nei bambini al di sotto dei due anni può causare un maggior rischio di polmonite. Gli effetti degli alti livelli di inquinamento causano una maggiore assunzione di farmaci, un aumento di visite pediatriche e ricoveri ospedalieri. A Catania ogni giorno i bambini entrano ed escono da scuola in aree con livelli di inquinamento altissimo causato soprattutto dai veicoli di proprietà dei genitori che paradossalmente sono i primi interessati alla salute dei propri figli. Le macchine in doppia fila e i motoveicoli posteggiati fin sopra i marciapiedi sono una costante nei momenti di entrata ed uscita dalla scuola e sono la causa non solo di inquinamento ma anche di una ridotta sicurezza stradale . In tutta Italia esiste il progetto Pedibus che si pone l’obiettivo di accompagnare i bambini in sicurezza a scuola tramite l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini che arrivano a scuola e ritornano a casa accompagnati da volontari e da personale incaricato dal Comune. A Catania invece lo stesso nome è stato dato al riduttivo servizio, svolto da pensionati retribuiti dal Comune, che consiste nella vigilanza dei punti di attraversamento stradale in prossimità delle scuole. Proprio in questi giorni scade il bando per l’assunzione di altri venti pensionati addetti a “vigilare” sull’incolumità e la sicurezza all’uscita e all’entrata della scuola. Il bando rientra nell’ambito del progetto Pedibus finanziato dal Ministero Dell’Ambiente con una somma di 135.000 Euro . Sarebbe utile mostrare all’Amministrazione Comunale come questo servizio non raggiunge minimamente gli obiettivi preposti, infatti i pensionati addetti al servizio sono totalmente inefficaci poiché non possono sanzionare gli automobilisti indisciplinati non avendo i requisiti. Quindi non solo “La variante Pedibus” , tutta catanese, non riprende minimamente il progetto esistente in Italia ed in Europa, ma oltretutto non migliora la sicurezza dei pedoni e non salvaguarda la salute dei bambini. Affiancare ai pensionati “vigilanti” un Ausiliario dipendente del Comune (dipendenti di Sostare S.r.l), potrebbe migliorare la situazione attuale. Infatti il dipendente di Sostare potrebbe sanzionare, anche fuori delle strisce blu, gli automobilisti indisciplinati: questo sarebbe possibile secondo quanto stabilito dalla sentenza di Cassazione civile, sez. II, sentenza 27.10.2009 n°22676 secondo la quale determinate funzioni pubbliche possono essere svolte in via eccezionale anche da soggetti privati che abbiano una particolare investitura. Se proprio a Catania non si riesce a creare un Pedibus congruente al progetto originario, questa sarebbe forse una soluzione per tutelare la salute e la sicurezza stradale non solo nei confronti dei nostri bambini ma nell’interesse di tutti i cittadini che desiderano una Catania più pulita ed ordinata.

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20 mag 2015

Mai più rifiuti gettati a terra. Impegniamoci tutti!

di Alessio Marchetti

Perché? La domanda è semplicemente questa: "Ma perché?!" Stiamo parlando dei rifiuti gettati a terra da moltissimi catanesi senza neanche porsi il problema dei danni enormi alla collettività ed a se stessi. Basterebbe un minimo impegno per gettarli correttamente. Una delle cause principali di questa inciviltà probabilmente è il fatto che difficilmente nella nostra città i trasgessori in questi anni sono stati puniti con multe come invece accade in altri paesi e città civili. Il catanese preferisce non perdere tempo e gettare i propri rifiuti anche sotto casa pur di non fare due passi a piedi. Fortunatamente, siamo a conoscenza di un piano della direzione ecologia ed ambiente del Comune di Catania per far entrare in azione delle squadre apposite per sanzionare chi sporca e deturpa il decoro della nostra città creando tantissimi problemi come ad esempio le cicche e carte che il catanese ama tanto gettare dentro i tombini non rendendosi conto che li quel rifiuto sarà difficilmente rimovibile e quando ci saranno le piogge la città si allagherà più facilmente essendo i tombini intasati, cosa che infatti si verifica puntualmente in caso di abbondanti precipitazioni (ma naturalmente le cause sono anche altre). Una tra le risposte comuni sul perché i catanesi si comportino così è: "tanto ci pensano gli spazzini", questo è il semplice ragionamento. Purtroppo molti non pensano che tutto questo si ripercuote nelle tasse che poi paghiamo al comune per questo servizi ed anche l'inquinamento prodotto per ripulirli. Basti pensare al caos delle spazzatrici e polveri in aria che producono o al rumore dei soffiatori a benzina che la mattina disturbano il nostro sonno. Un caso eloquente è quello della Torre del Vescovo: Da anni, alcuni abitanti della zona preferiscono gettare quotidianamente i propri sacchi della spazzatura proprio sotto il monumento (ed anche davanti ad una grande foto di Sant'Agata) nonostante i cassonetti siano li a pochi metri. Se questo è stato possibile e per così tanto tempo (nonostante gli sforzi del Comitato Popolare Antico Corso che in tutti i modi ha provato a sensibilizzare le persone) è sicuramente per la carenza di sanzioni e controlli, ma fortunatamente le cose dovrebbero cambiare a breve grazie all'impegno del Comune che si sta iniziando a dimostrare sensibile a questo gravissimo problema. Nel frattempo noi tutti possiamo fare una cosa semplice ed immediata, richiamare in modo educato chi davanti a noi getta un rifiuto o semplicemente raccogliendolo davanti all'incivile. Un'altra azione possibile è iscrivervi al gruppo Facebook di RipuliAMO Catania in cui centinaia di cittadini si battono insieme per sensibilizzare cittadini ed amministrazione a tenere pulita la città. Inoltre è molto importante soprattutto adesso, con la stagione balneare alle porte tenere pulite spiagge, scogli e quindi lo stesso il mare: infatti se i rifiuti finiscono in acqua creano diversi problemi tra cui la morte di tantissimi animali. Speriamo quindi per il prossimo autunno di non vedere più scene simili:   Con un piccolissimo sforzo da parte di tutti potremo tornare ad essere una città pulita ed efficiente: passate parola.

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