07 mar 2018

Una condotta per il riuso delle acque del depuratore di Pantano d’Arci: l’opera pronta in autunno


L’opera, della lunghezza di circa 12 chilometri, passando sotto il Simeto collegherà il depuratore di Pantano d’Arci a un grande deposito in territorio di Lentini da cui l’acqua depurata sarà immessa nel sistema di distribuzione del Consorzio di bonifica. Il progetto, del Comune di Catania, è interamente finanziato dal Ministero delle Infrastrutture per otto milioni di euro.


L’attraversamento del Simeto si sta attuando con la tecnica detta Toc (trivellazione orizzontale controllata), che consente di passare sotto il fiume. Con la stessa tecnica, nell’ambito dello stesso intervento, sono stati già superati corsi d’acqua minori.

La condotta parte dall’impianto di depurazione di Pantano d’Arci e giungerà, in territorio di Lentini, in una grande vasca d’accumulo. L’acqua depurata sarà dunque immessa nel sistema di distribuzione del Consorzio di bonifica. In emergenza sono previsti scarichi sui torrenti Jungetto e Benante.

“Saremo la prima città italiana – ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco al termine di un sopralluogo al cantiere della condotta- a compiere un’azione così importante sotto il profilo dell’ambiente. In Sicilia come tutti sappiamo c’è una grande povertà d’acqua, soprattutto per le nostre campagne. E Catania  potrà utilizzare a scopo irriguo l’acqua che esce dal depuratore e veniva finora scaricata in mare. La condotta che stiamo realizzando collegherà il depuratore a un grande deposito d’acqua a quattro chilometri da qui passando a dodici metri di profondità sotto il Simeto, per non turbare l’equilibrio ambientale del fiume”. Recupereremo ben nove milioni di metri cubi d’acqua all’anno, nove miliardi di litri, grazie ai quali potremo irrigare le campagne del Consorzio agrario della Piana di Catania”.

“Oltre a consentire – ha concluso Bianco – di recuperare una notevole quantità d’acqua per le campagne, e dunque di compiere un concreto passo verso la soluzione del problema irriguo specialmente sentito nei mesi estivi, quest’opera consentirà di evitare lo scarico in mare di acqua, che pur depurata, provoca inconvenienti quali la crescita abnorme di alghe”.

Una parte dell’acqua, inoltre, sarà resa  disponibile per alimentare con un minimo vitale l’Oasi del Simeto nel periodo di siccità.


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