22 feb 2017

Museo Egizio di Catania: facciamo chiarezza


Dopo il comunicato stampa del Museo Egizio di Torino in cui veniva comunicato che “nessun accordo è stato ancora firmato e sono tuttora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto al fine di produrre una bozza di accordo condivisa e definita dagli uffici legali dei tre enti coinvolti” arriva subito la puntualizzazione dell’Assessore alla Cultura di Catania, Orazio Licandro, ricordando come la notizia dell’accordo quadro fosse stata diffusa proprio dal Museo e anticipando che prima dell’esposizione permanente il Convento dei Crociferi ospiterà una mostra con circa trecento pezzi.

«Confermo - ha affermato l’assessore Licandro – che, dopo l’accordo quadro definito a Torino il 31 gennaio scorso, le avvocature e gli uffici tecnici della Fondazione, della Soprintendenza e del nostro Comune stanno lavorando alla definizione dell’accordo conclusivo, che sarà sottoscritto in tempi brevi, per l’apertura a Catania di una sezione del Museo Egizio».

In effetti la stessa Presidente del Museo Egizio Evelina Christillin, in un incontro avvenuto il 31 gennaio scorso nel capoluogo piemontese, aveva affermato:

 «Siamo molto soddisfatti perché questo accordo ci consente di proseguire un percorso di diplomazia culturale iniziato a Torino con progetti di inclusione sociale che a Catania e in tutta la Sicilia potranno coinvolgere nuovi pubblici e diffondere i legami tra i popoli e le culture del Mediterraneo».

Probabilmente, il comunicato del Museo Egizio di Torino nasce in seguito alle forti pressioni avute da esponenti della Lega Nord che sia sabato 4 febbraio che il 18 febbraio scorso hanno inscenato una protesta davanti al museo, con tanto di striscioni con frasi come “Il Museo Egizio non è Cosa Vostra”. Una vicenda piuttosto triste, visto che i beni del Museo Egizio sono dello stato italiano, non diritto esclusivo di una comunità locale, e in considerazione che ogni attività di diffusione della cultura dovrebbe essere sempre ben vista e non osteggiata (con malcelato razzismo, oltretutto).

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«Una parte della collezione del Museo Egizio di Torino è in procinto di venire sottratta alla città per creare una “sezione distaccata” a Catania», si legge su uno dei volantini distribuiti dal Comitato Museo Egizio Bene Inalienabile.

Intanto su Internet è iniziata una raccolta firme per opporsi alla sottoscrizione di un accordo tra il Museo Egizio e il Convento dei Crociferi di Catania, a cui per il momento hanno già aderito circa duecento persone.

Altro punto della discordia è il numero dei reperti. Dal comunicato torinese si apprende che arriveranno a Catania non più di trecento reperti: tuttavia questo dato si riferisce alla mostra temporanea che si terrà al convento dei Crociferi nel 2017,che segnerà il primo passo verso Il Museo Egizio di Catania la cui apertura e costituzione vera e propria avverrà successivamente e con un numero di reperti decisamente superiore.


 

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