27 dic 2016

Euromobility 2016 | Catania è al 41° posto: mobilità “poco sostenibile” nella nostra città


Il decimo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia sulle principali 50 città, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare colloca la città di Catania al 41° posto.

Sul podio anche quest’anno tutte città del nord, con il primo posto a Milano, secondo a Parma e il terzo a Torino; poco sotto Venezia al quarto posto e Padova al quinto. Nella “top ten” si confermano anche Brescia al sesto posto e Bologna al settimo, mentre Roma è soltanto al quindicesimo posto. Chiudono la “top ten” Reggio Emilia all’ottavo posto, Ferrara al nono e Novara al decimo. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile L’Aquila, Siracusa e Catanzaro.

“Questo decimo Rapporto – sottolineLorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility – conferma che siamo ben lontani da una mobilità veramente sostenibile nonostante gli sforzi delle amministrazioni e l’affermazione della cosiddetta sharing mobility. Il 2015, infatti, ha segnato un netto peggioramento della qualità dell’aria nelle nostre città, da attribuire anche alla crisi atmosferica iniziata proprio in questo periodo e che ha portato poi il Ministero dell’Ambiente a emanare un piano di contenimento. E quest’anno ci risiamo! Complice l’alta pressione e le perduranti condizioni di stabilità atmosferica, che impediscono la dispersione dei gas di scarico delle auto, delle emissioni delle industrie e quelle degli impianti di riscaldamento. E ancora una volta scopriremo che non servono a nulla i blocchi del traffico o le targhe alterne, perché non di emergenza si tratta, ma di un problema, che non può che essere affrontato con una seria programmazione e pianificazione. Qualche amministrazione per fortuna lo ha capito, prime fra tutte Milano, Parma, Prato e Torino che hanno già adottato il famoso PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. L’auspicato cambio delle abitudini dei cittadini e l’affermazione di un nuovo modello di mobilità non sono un’utopia e un impulso potranno darlo anche le azioni e gli interventi per la mobilità casa-scuola e casa-lavoro del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile gestito già da qualche mese dal Ministero dell’Ambiente”.

Il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), è uno strumento essenziale per stimolare e governare il cambiamento necessario alla qualità della vita. L’adozione e l’utilizzo del PUMS è considerato inoltre un fattore competitivo nell’accesso ai finanziamenti europei, che rappresentano la principale risorsa oggi a disposizione per gli Enti Locali.

Catania purtroppo non dispone di un PUMS e, tra le province siciliane, solo Agrigento ne possiede uno adottato nel 2016, mentre a Palermo è stato redatto nel 2007 ma non ancora adottato.

L’assenza di un PUMS vuol dire mancanza di una visione complessiva della mobilità urbana e forse è questa una delle cause che colloca Catania quasi sempre nelle ultime posizioni in ogni classifica, ma vediamo nel dettaglio come è andata:

Indice di motorizzazionediapositiva-11

Rispetto all’anno precedente la città di  Catania registra un lieve aumento del tasso di motorizzazione (l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente).

Si colloca infatti al 45° posto per tasso di motorizzazione, circa 68 automobili ogni 100 abitanti, con una media italiana di 58 automobili ogni 100 abitanti e una media europea di 49,1 automobili ogni 100 abitanti. Inoltre è al penultimo posto, prima di Napoli, per vetture con la più elevata quota di automobili Euro 0, cioè le più inquinanti. 

Trasporto pubblico

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Gli esperti di Euromobility bacchettano le amministrazioni urbane, ancora restie ad aumentare l’offerta di trasporto pubblico per spingere i cittadini a lasciare in garage il mezzo privato.

Catania si colloca al 25°posto per l’offerta del trasporto pubblico e, rispetto all’anno precedente, guadagna una posizione. Rimane invece invariato, rispetto all’anno precedente, il numero di passeggeri trasportati.

Aumentano le ZTL, almeno sulla carta, facendo guadagnare a Catania ben 4 posizioni rispetto all’anno precedente ma rimane la città che offre il minor numero di km di corsie ciclabili per abitante.

Parcheggi

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Aumentano i parcheggi di interscambio collocando Catania al 13° posto rispetto al 34° posto dell’anno precedente. Peccato che la maggior parte di questi parcheggi vengono utilizzati male o addirittura non utilizzati.

Indice di mortalità

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Catania ha anche il triste primato del più alto indice di mortalità per incidenti d’auto collocandosi al 39° posto. Pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono circa il 39% delle vittime della strada.

Risulta chiaro che se Catania vuole cambiare rotta deve integrare fortemente la pianificazione della mobilità all’interno della pianificazione e della progettazione urbana con un’ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, dando priorità alle persone piuttosto che ai veicoli, mettendo la mobilità pedonale e ciclistica al primo posto e favorendo il trasporto pubblico e le forme di trasporto condiviso.

 


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