28 gen 2016

Giovedi nero di AMT: le vetture a metano in deposito per mancato rifornimento


Si fanno sempre più nere le nubi che aleggiano su AMT.

Le carenze del servizio di trasporto pubblico negli ultimi mesi si sono rese sempre più palesi per gli utenti che ogni giorno sono costretti a convivere con ritardi e autobus sempre più affollati a causa dei tagli al numero di vetture in uscita dai depositi: oggi in servizio solo 85 autobus.


Negli ultimi mesi anche la linea veloce BRT è stata fortemente penalizzata: alcune delle 7 vetture che dovrebbero assicurare una frequenza di 7 minuti vengono spostate giornalmente in altre linee a seconda delle necessità; situazione che Mobilita Catania aveva già segnalato alcune settimane fa.

I problemi sono legati alla mancanza di liquidità: l’Azienda vanta crediti milionari nei confronti della Regione Siciliana e del Comune, e i continui ritardi nei versamenti stanno compromettendo la regolarità dei rifornimenti di carburante.

Stamane sono solo 85 gli autobus che hanno potuto rifornirsi di gasolio, mentre le vetture a metano sono rimaste nei depositi. Ad aggravare la situazione è la vetustà delle vetture che necessità di costanti manutenzioni.

Il presidente Lungaro confida nei fondi erogati dello Stato per svecchiare il parco veicolare: nel mese di dicembre sono stati 2 gli autobus Scania ad entrare in esercizio, altri 5 nei prossimi mesi. Comunque troppo pochi per migliorare sensibilmente l’efficienza del trasporto pubblico.

La situazione di crisi allarma i sindacati che in una nota esprimono preoccupazione per le dichiarazioni del direttore AMT Barberino che paventa ritardi nell’erogazione degli stipendi.

Le scriventi organizzazioni sindacali stanno intraprendendo tutte le iniziative possibili per la salvaguardia dei lavoratorie per la continuità dell’azienda stessa [...]

La situazione di grave crisi ha spinto infatti le organizzazioni sindacali (Filt- Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa- Cisal, Ugltrasporti) a proclamare lo stato d’agitazione, richiedendo un tavolo tecnico alla presenza del sindaco.

Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dal Comune: come si legge sul quotidiano La Sicilia un primo mandato di pagamento di 2 milioni è stato effettuato ieri, analogo provvedimento sarà effettuato entro una decina di giorni.

 


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