14 lug 2015

Aci Trezza: ostaggio delle auto e senza un piano del traffico


Altra estate di caos ad Aci Trezza, paese facente parte del Comune di Aci Castello e dalle enormi potenzialità turistiche.

Siamo a luglio inoltrato e anche quest’anno nessun piano del traffico è stato attuato con la conseguente, ormai solita per gli abitanti di Aci Trezza, congestione del centro storico che si verifica in diverse ore del giorno e soprattutto la sera, quando il paese viene assalito letteralmente da migliaia di mezzi motorizzati che invadono e bloccano ogni strada e via di fuga.

Se è vero che vi è una carenza di parcheggi e quelli che sono presenti si trovano sul fronte mare è anche vero che alcune soluzioni potrebbero trovarsi facilmente, come l’utilizzo del vicino parcheggio di Capo Mulini una volta riempiti gli stalli di Aci Trezza e soprattutto il potenziamento delle isole pedonali, per scongiurare l’intasamento totale del paese ad oggi interessato da un tasso di inquinamento atmosferico ed acustico impressionante.

Inoltre, come ogni estate, nel traffico trezzoto è già rimasta bloccata un’ambulanza con seri rischi d’incolumità fisica per chi ne aveva bisogno.

Un frammento del video diffuso su Facebook riguardante un'autoambulanza bloccata nel traffico nelle strade di Acitrezza in situazione di emergenza

Un frammento di un video diffuso su Facebook: un’autoambulanza bloccata nel traffico nelle strade di Acitrezza in situazione di emergenza. Per vederlo cliccate qui.

Lungo le principali vie di Aci Trezza (ma anche di tutto il resto del territorio comunale) sono aumentati gli stalli blu, con una vertiginosa diminuzione di stalli dedicati ai residenti che si trovano nell’assurdità di dover cercare per ore un parcheggio, oltre ad essere vittime dell’immane traffico che prolunga anche di alcune ore il rientro in paese.

Come se non bastasse i pochi mezzi pubblici a disposizione sono stati ridotti al lumicino e per mancanza di controlli lungo il loro percorso restano bloccati dalle auto parcheggiate nei divieti di sosta portando ritardi e causando disagi a quanti hanno deciso di lasciare l’auto a casa, disincentivando così l’utilizzo del bus urbano.

Controlli quasi inesistenti anche nelle strade di Aci Trezza, dove diversi mezzi sostano impunemente sui marciapiedi o davanti le discese dei disabili.

Delle piste ciclabili promesse durante una manifestazione alla quale hanno preso parte il Sindaco Filippo Drago ed il Vice Sindaco Ignazia Carbone (che possiede anche la delega all’urbanistica) del Comune di Aci Castello neanche l’ombra.

Il problema fondamentale è che si continua a navigare a vista, senza un piano generale di mobilità studiato e proposto nei giusti tempi, creando enormi disagi sia ai cittadini che ai commercianti di Aci Trezza, senza contare anche i visitatori ed i turisti  non riescono ad accedere ad Aci Trezza per la mancanza di una valida alternativa al caos che continua ad imperversare lungo le strade del paese verghiano.


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Un commento per “Aci Trezza: ostaggio delle auto e senza un piano del traffico
  • wunkyai 1
    15 lug 2015 alle 22:58

    Non credo vi siano alternative al “numero chiuso” di automobili, e all’attivazione di un servizio pubblico (o privato, con gli esercenti associati) o di bus o (udite. udite!) di battelli o sea-taxi.
    Ci vuole solo un po’ (ma veramente poca…) buona volontà, e ne avrebbero tutti, e dico tutti tutti, da guadagnarci.
    Ma le associazioni di categoria non hanno nè “visione”, e men che meno creatività.
    Il sindaco non è che può fare miracoli… Figuramoci se imponesse un “accesso con auto solo su prenotazione”! C’è da dire che, con la pervasività degli smartphones, cercare di usarli per qualcosa di buono-giusto-utile piuttosto dei soliti insusliselfies, la prenotazione (anche “al volo”) al ristorante con-annessa-prenotazione-posto-auto, sarebbe abbastanza facile. Non parliamo poi delle “vie del mare”; chè non si capisce pre quale misterioso e recondito motivo non s’è mai messo su, non dico un servizio di “Linea”, ma lameno un bel sea-taxi. Partenza da Ognina, o P.zza europa (si potrebbe “gemellare” col nuovo e, credo, sottoutilizzato parcheggio) insomma, le soluzioni ci sono, e non sono così costose o rischiose, ma solo a condizione che si riesca a fare “squadra”, e si riesca a coinvolgere e responsabilizzare (che brutta parola!…) i visitatori. L’esperienza del megaparcheggio di Capomulini insegna; fatto il parcheggio, i ristoratori non riuscirono ad unirsi per mette su un servizio “navetta”; lo pretendevano dal comune…. Insomma, a Zermatt (che non è che sia così “più importante” della Trezza, almeno come contenuti “storici”) le auto sono bandite da decenni. Non decidere porta al disastro, e le nosre belle località rivierasche potrenno “permettersi” solo locali in grado di accogliere clienti disposti a rischiare di stare ore in code pur di…. stare ore in coda alla Trezza o al Castello; in altre parole, un puro ricettacolo di idioti. E tutto perde vaolre, sia quello “storico” che quello “aggiunto” (l’imprenditorialità degli esercenti)


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